ARCHITECTURE

 

Questa sezione nasce dall’idea di concepire la fotografia di architettura come astrazione di forme e linee nello spazio, con l’intento di creare immagini connotate da una forte valenza pittorica. La mia fonte d’ispirazione è stata l’opera di alcuni artisti della prima metà del XX secolo, in particolar modo quella di Malevic, El Lissitzky, Moholy Nagy e Theo Van Doesburg. Guardando la realtà attraverso il mirino ho cercato di comporre queste fotografie sfruttando a mio favore i giochi prospettici che creano i volumi degli edifici su piani differenti, così come i forti contrasti, dovuti al controluce, che formano campiture piatte di colore. Anche i cieli diventano materia pittorica da utilizzare, talvolta perfettamente tersi e piatti altre volte con morbide sfumature. 

 

 

 

 

La realtà si astrae al punto che queste foto si possono capovolgere senza che perdano il loro equilibrio e il loro senso. La realtà non è descritta ma suggerita e al suo interno si scoprono forme geometriche e linee taglienti che spesso, come in un’opera di Escher, mettono lo spettatore in difficoltà, lasciandolo spaesato nel tentativo di comprendere il corretto punto di vista. Anche il vuoto assume valore compositivo donando armonia laddove i pieni s’impongono con il loro peso. E’ dunque un sottile gioco tra lo sguardo del fotografo e quello dello spettatore, entrambi però rivolti all’infinita indecifrabilità della realtà.